BRUXELLES - L’Unione europea è pronta ad intervenire per arginare il disastro ambientale provocato della tempesta che si è abbattuta sulla regione del Mar Nero, ma finora non ha ricevuto alcuna richiesta di aiuto. Lo ha riferito la portavoce del commissario Ue all’ambiente Stavros Dimas. “Siamo pronti ad intervenire, ma per farlo dobbiamo ricevere una richiesta ufficiale da parte del paese coinvolto. Se non richiesto, non possiamo dare alcun aiuto”, ha detto Barbara Helfferich. Bruxelles è molto preoccupata per le conseguenze ambientali del disastro: nella zona colpita dello stretto di Kerch, che collega il Mare di Azov e il Mar Nero, sono finite in acqua tra le 1.300 e le 2 mila tonnellate di gasolio fuoriuscite dalla petroliera russa ‘Volganeft-139′ e migliaia di tonnellate di zolfo trasportate dai mercantili russi Nakhitchev, Volnogorsk e Kovel, questi ultimi spinti l’uno contro l’altro dalla furia della bufera. Inoltre, sono finite in fondo al mare anche le 5.600 tonnellate di materiali ferrosi che erano nelle stive della quarta nave affondata, un mercantile georgiano che si è inabissato non lontano dal porto ucraino di Khersones, in Crimea.
TRE MORTI E 5 DISPERSI - I corpi di tre persone con addosso il salvagente, presumibilmente marinai, sono stati recuperati sulla costa vicino all’isolotto di Tuzla, nel mare d’Azov, nella Russia meridionale: lo ha riferito il centro regionale del ministero russo per le emergenze, citato dalle agenzie. I soccorritori presumono si tratti di tre membri dell’equipaggio della nave cargo Nakhichevan, che trasportava un carico di zolfo e che è una delle cinque navi affondate nel mare d’Azov e nel mar Nero a causa di una forte tempesta. Continuano intanto le ricerche per trarre in salvo altri cinque dispersi.
PER WWF E’ STRAGE, 30 MILA UCCELLI MORTI - E’ strage di animali nel Mar Nero: sarebbero almeno 30.000 gli uccelli morti e 12 i chilometri di costa russa invasi dal petrolio. Lo riferisce il Wwf citando un primo bilancio delle autorità russe relativo al disastro del Mar Nero. “Ci vorranno però ancora uno o due giorni per quantificare la reale gravità del disastro, ma il bilancio - afferma il Wwf - è già grave”. “Il disastro ambientale provocato dal naufragio delle 5 navi, cariche di zolfo, petrolio e materiali ferrosi, rischia di diventare ancora più grave perché l’Ucraina - riferisce il Wwf - non sembra avere gli strumenti adeguati per affrontare e tamponare incidenti di questa portata. Il recupero del petrolio fuoriuscito è iniziata, ma la situazione meteorologica, con forte vento e tempeste persistenti, rende difficile ogni intervento”. La morfologia delle coste, caratterizzate da spiagge basse e sabbiose, rischia di peggiorare la situazione favorendo la penetrazione del petrolio verso l’entroterra. Minori preoccupazioni desta invece la situazione dello zolfo, racchiuso in container che dovrebbero garantire una certa tenuta. “Questo devastante incidente rischia di aggravare un’ emergenza ambientale già conclamata nel Mar Nero, uno dei mari più inquinati e a rischio - dichiara Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia - si tratta di un incidente che invita ancora una volta ad aprire gli occhi sui rischi del commercio del petrolio, di cui il mare, nonostante decenni di gravissimi disastri ambientali, rimane come sempre la vittima sacrificale”.
Fonte: ANSA